Pubblicazioni
Tesi di laurea
  • “Educazione all’autonomia in F. W. Foerster”
    di Stefania Pagnini
    Terza Università degli Studi di Roma
    Facoltà di Lettere e Filosofia – Corso di Laurea in Pedagogia
    A.A. 1995-1996

  • “La Città dei Ragazzi di Roma. Il progetto educativo di Mons. Giovanni P. Carroll-Abbing”
    di Silvia Abbati
    Università degli Studi di Perugia
    Facoltà di Scienze della Formazione – Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione
    A.A. 2000-2001

  • “Il decennio di formazione della Città dei Ragazzi di Roma. Approfondimenti sulla Resilienza”
    di Silvia Giovannini
    Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
    Facoltà di Filosofia – Corso di Laurea in Scienze dell’educazione e della Formazione
    A.A. 2001-2002

  • “Una proposta di vita comunitaria per l’integrazione sociale di minori in difficoltà: la Città dei Ragazzi di Roma”
    di Gallagher Mary Elizabeth
    Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”
    A.A. 2002-2003

  • “La Città dei Ragazzi. Specificità, confronti, prospettive d’indagine”
    di Tatiana Pierguidi
    Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
    A.A. 2004-2005

  • “L’Attività Motoria per l’Educazione sociale ed interculturale. Il caso della Città dei Ragazzi di Roma”
    di Donata D’Agnelli
    Istituto Universitario di Scienze Motorie di Roma
    Facoltà di Scienze Motorie – Corso di Laurea Specialistica in Attività Motorie Preventive e Adattate
    A.A. 2005-2006

  • “L’Autogoverno nella Città dei Ragazzi di Roma e l’educazione alla cittadinanza”
    di Angela Karakhanian
    Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”
    A.A. 2006-2007

Biografie / altre fonti e risorse

(Contemporanea – Oscar Mondadori)

La Città dei Ragazzi

di Eraldo Affinati

Si chiamano Alì, Mohammed, Francisco, Ivan. Hanno quindici, sedici anni. Vengono dal Maghreb, dal Bangladesh, da Capo Verde, dalla Nigeria, dalla Romania, dall’Afghanistan. Sono arrivati in Italia nei modi più strani, spesso per noi inconcepibili: a piedi, nascosti sotto i camion. Devono imparare a leggere, scrivere, trovare un lavoro e rendersi autonomi. Ma soprattutto avrebbero bisogno di crescere e diventare grandi. È un fiume tumultuoso d’umanità lancinante di cui vediamo soltanto la foce, sui banchi di scuola, per strada. Eraldo Affinati ha deciso di scoprire la sorgente, cioè i luoghi e le ragioni profonde che spingono questi adolescenti a lasciare case, lingue, madri e padri per sfuggire a guerra, povertà, miseria. Così, dopo aver conosciuto Omar e Faris nella Città dei Ragazzi, la storica comunità alle porte di Roma fondata nel secondo dopoguerra dal sacerdote irlandese John Patrick Carroll-Abbing, li ha riaccompagnati in Marocco, al limitare del deserto, da dove due di loro erano partiti quasi bambini. Questo viaggio nello spazio e nel tempo alla ricerca delle radici strappate, insieme alle storie degli altri ragazzi, si trasforma presto, nella coscienza dell’autore, in una drammatica riflessione sulla paternità, assente o presente, vera o posticcia, perduta o ritrovata, capace di coinvolgerlo in prima persona facendogli intrattenere un colloquio sofferto e segreto col genitore scomparso, a sua volta figlio illegittimo, orfano e privo di guida.

Nell’intensità dell’esperienza vissuta, esistenziale e stilistica, Eraldo Affinati, con la premura dell’insegnante e la determinazione dello scrittore, ha cercato gli strumenti per affrontare, fuori e dentro se stesso, una delle emergenze oggi più gravi: quella educativa. E – come era accaduto a Lorenzo Milani a Barbiana, come accade nella vita – ci dice che spesso i gesti, i fatti e i silenzi contano più di molte parole, e che sono gli ultimi della Terra, i più inermi e vessati, a insegnare a noi le vie della giustizia e della pace.

I Giovani e l’Educazione – Saggi di pedagogia

(Laboratorio Pedagogico La. Pe.)

Guerini Studio

«GIOVENTÙ PER DOMANI»
UN ISTITUTO DI STUDIO, DI RICERCA, DI FORMAZIONE


di Lino Prenna *

«Gioventù per domani» è il nome che monsignor John Patrick Carroll-Abbing volle dare all’Istituto Internazionale per lo Studio dei Problemi della Gioventù Contemporanea, fondato a Roma nel 1969 e annesso alla Città dei Ragazzi 1: un nome incaricato di evocare l’orizzonte di speranza che il futuro dovrebbe aprire ai giovani.

In un appunto dattilografato e inedito e senza data, ma quasi sicuramente dei primi anni Sessanta, Carroll-Abbing traccia un «Prospetto di massima per un centro di consultazione pedagogica a servizio degli istituti educativi assistenziali annesso alla Città dei Ragazzi di Roma». È un progetto ben articolato, anticipatore di istanze e prospettive, che muove da alcune considerazioni sullo stato di «arretratezza» degli «oltre 3.000 istituti educativi con fini assistenziali» attivi in Italia e sul loro «vivo desiderio di un rinnovamento pedagogico».
A «Monsignore», non senza una legittima rivendicazione, sembra che, in tale contesto, l’esperienza della Città dei Ragazzi rappresenti un modello concreto di rinnovamento e «potrebbe diventare un centro propulsore di esso». Perciò, ritiene «quanto mai utile la presenza di un organo di ricerca e di studio pratico», in grado di consigliare gli istituti sui problemi educativi che «la vita comunitaria o i singoli casi dei ragazzi pongono agli educatori». E manifesta la preoccupazione che «l’esperienza raccolta pazientemente nella Città dei Ragazzi non vada dispersa o sprecata in forme retoriche, ma diventi l’inizio di una ricerca scientifica nel vasto settore dell’educazione extra-scolastica, settore che non è stato ancora affrontato da nessun organismo accademico». Di qui l’opportunità di «istituire a Roma presso la Città dei Ragazzi, un Centro specializzato di ricerche pedagogiche», finalizzato a fornire consulenza e collaborazione agli istituti e agli educatori nella soluzione dei tanti problemi che insorgono nei percorsi di vita dei giovani.
In questo appunto troviamo le prime linee guida di progettazione che avrebbero portato alla realizzazione dell’Istituto Internazionale per lo Studio dei Problemi della Gioventù Contemporanea.
Con grande lungimiranza, Carroll-Abbing aveva indicato tra le finalità di sviluppo del Centro il servizio al territorio, configurato come lavoro di «rete» tra enti socio-sanitari e istituzioni culturali nazionali ed internazionali. Così scriveva:

[…] estendere la consultazione alle famiglie con ragazzi in difficoltà sociali e morali; il Centro lavorerà in stretto contatto con i consultori medico-psicologici […];[…] tenere attivi i contatti con tutti i movimenti pedagogici esteri specializzati nel settore; promuovere una rivista pedagogica specializzata nel settore […]; moltiplicare i «Centri» nei principali capoluoghi di regioni italiani.

Dunque l’Istituto nasce con l’esigenza di rispondere al complesso scenario del disagio giovanile nel mondo di oggi e contribuire a formare una nuova «gioventù per domani».
Tali finalità sono più evidentemente indicate nella rinnovata formulazione dell’articolo 1 dello Statuto dell’Istituto, che così si esprime:

L’Istituto ha lo scopo di promuovere e organizzare, a livello nazionale e internazionale, iniziative di studio, di ricerca e di formazione relative ai problemi della condizione giovanile, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore disagio secondo un progetto di pieno sviluppò personale e sociale. delle nuove· generazioni, nella prospettiva etica di una cultura della cittadinanza responsabile e solidale.

La lezione «educativa» del passato

Chi visita la sede dell’Istituto coglie, attraverso l’ organizzazione «espositiva» degli ambienti, l’idea generativa del progetto originario: uno «spazio» creato e strutturato come visibile e vivibile testimonianza della vicenda umana nel mondo contemporaneo, in particolare nel Novecento, segnato e purificato da tanti lutti, dalle guerre, dalla permanente ostilità che ritardavano l’avvento di un’era di pace, tenacemente voluta da Carroll-Abbing.
La stessa esposizione fotografica e narrativa di fatti e parole è un «percorso educativo» che invita a modellare il nostro tempo sulla condotta esemplare dei «grandi dello spirito» e a tenere alta, sulle insidie della fatica quotidiana, la speranza di un mondo migliore, da coltivare attraverso una rinnovata cultura dell’educazione.
La documentazione scientifica e l’archiviazione sistematica di temi concernenti la gioventù e le relative problematiche sociali comprendono le riflessioni instancabili di Carroll-Abbing, affidate ai suoi dattiloscritti, nonché articoli e interventi in conferenze internazionali sugli istituti assistenziali e i bisogni specifici dei ragazzi privi di famiglia, sull’importanza della formazione dell’educatore, sull’urgenza di un rinnovamento nell’assistenza e nella formazione alla luce delle nuove ricerche psicologiche e pedagogiche e confermano l’attenzione e la fiducia che il Fondatore dell’Istituto riponeva nello studio e nella ricerca delle problematiche della condizione giovanile, come servizio agli operatori, agli istituti educativi assistenziali e soprattutto ai giovani in difficoltà:
Così scriveva il «monsignore degli sciuscià» in un dattiloscritto inedito dal titolo «Criteri educativi»:

Bisogna che gli istituti escano da un generico pedagogismo di marca sentimentale per assumere concreta responsabilità di fronte alle situazioni sociali da cui il ragazzo proviene e a quelle cui andrà incontro quando uscirà dall’istituto: cioè, sia sul piano della preparazione alla vita familiare e civile, sia su quello della formazione di base e specifica alla attività professionale.
È da questa esigenza di concretezza, e non già come talvolta appare da un’utopia di perfezionismo scientifico, che deriva l’importanza della osservazione medico-psico-pedagogica all’interno degli istituti e del lavoro in «equipe» degli educatori specializzati in questo settore.
Soltanto attraverso una individualizzata e continua osservazione e valutazione delle possibilità e degli sviluppi attitudinali e caratteriali di ogni singolo ragazzo è possibile giungere a una sintesi di valutazione che metta l’educazione in grado di aiutare il giovane non solo con dei generici incoraggiamenti, ma con indirizzi precisi comportanti
il minimo margine possibile di fallibilità.
Tutti questi elementi, appena accennati, di un necessario aggiornamento pedagogico degli istituti educativi assistenziali possono trovare una sintesi simbolica nel concetto di una educazione che, certamente fruendo dell’esperienza del passato, tuttavia si configuri come un’educazione per l’avvenire: un avvenire che, allo stato attuale, si presenta incerto e talora oscuro e che proprio perciò i giovani devono poter affrontare con una forte carica di autonomia e di fiducia negli ideali.
Ed è soltanto da questo aggiornamento pedagogico sostanziale che può prendere avvio il non meno urgente e importante rinnovamento organizzativo degli istituti.

La biblioteca: «memoria» della cultura contemporanea

Con la ristrutturazione completa della sede, sono state rilanciate le iniziative di dotazione dell’Istituto delle indispensabili attrezzature di avanzata tecnologia per la catalogazione e la utilizzazione ottimale della biblioteca che è il cuore stesso del Centro di ricerca e di studio, registrando un rilevante potenziamento della bibliografia specializzata e della documentazione di settore.
Il sistema bibliotecario, dotato attualmente di circa 7.000 volumi, è suddiviso in due grandi sezioni: ricerca psico-pedagogico sociale e ricerca socio-economica; ciascuna a sua volta, è suddivisa in settori disciplinari.

La ricerca psico-pedagogico-sociale comprende i seguenti settori:

– Settore I: sviluppo del bambino: adolescenza, pedagogia generale, psichiatria infantile.
– Settore II: orfani abbandonati, profughi, delinquenza, emarginati: nuovi orizzonti.
– Settore III: i giovani in un mondo violento, crisi della gioventù contemporanea in un mondo che cambia.
– Settore IV: un nuovo ordine sociale, la rinascita dei giovani, crisi spirituale dei giovani, la sfida di Cristo.

La ricerca socio-economica comprende:

– Settore I: indagini e ricerche sulle dinamiche del lavoro.
– Settore II: indagini e ricerche sulle dinamiche della disoccupazione giovanile.
– Settore III: studi e analisi dei mutamenti del settore economico-sociale.
– Settore IV: studi e ricerche sulle problematiche dell’intercultura.
– Settore v: studi e ricerche sulle problematiche della post-integrazione sociale.
– Settore VI: innovazione nella ricerca per il passaggio dal «pensare sociale» al· «fare sociale».

Una sezione speciale della biblioteca è costituita dalle pubblicazioni dell’Istituto che documentano la particolare attenzione alle problematiche giovanili.
Alcune di queste pubblicazioni elaborano i contributi dei convegni annuali:

Cittadini del Mondo. La Città dei Ragazzi nel villaggio globale, 2003;
La Pedagogia dell’Autogoverno. Una educazione alla democrazia, 2004;
Adolescenti in difficoltà. La qualità educativa dei servizi, 2005;
La Città dei Ragazzi nella Città Plurale. Una comunità di accoglienza e di formazione, 2007;
La Città dei Ragazzi. Responsabilità dell’accoglienza e autogoverno educativo, 2010 2.

Inoltre, la biblioteca è dotata delle maggiori collezioni di classici delle principali enciclopedie e di circa 50 riviste specializzate.

A servizio della Città dei Ragazzi

«Annesso» alla Città dei Ragazzi di Roma, l’Istituto svolge, secondo la volontà stessa del Fondatore, il servizio di formazione degli educatori e di programmazione dell’attività educativa dei ragazzi. I corsi annuali di formazione tendono a sviluppare, negli educatori, le virtù educative, in genere, e, in particolare, «la conoscenza, la condivisione e l’attuazione del progetto educativo proprio della Città, fondato sull’autogoverno, quale principio di responsabile esercizio della cittadinanza».
Così, per esempio, il corso dell’anno 20I0-2011 comprendeva i seguenti temi:

– Processo di Revisione della Costituzione dell’Autogoverno. Incontri di discussione con i ragazzi, gli educatori e i responsabili di settore.
– Educazione come responsabilizzazione nel progetto educativo di monsignor Carroll-Abbing. L’educazione tra autorità e libertà.
– Minori stranieri e diritti dell’immigrazione: questioni aperte.
– Città educante. La Città dei Ragazzi come comunità educante.
– Programmazione e progettazione educativa.
– Corso di formazione sulla sicurezza.
– Programmazione e standard educativi. Corso di aggiornamento équipe educativa. Produzione documento standard di qualità Città dei Ragazzi.

La programmazione delle attività educative viene attualmente sviluppata secondo gli standard di qualità della ricerca internazionale Quyality4Children e calendarizza, in un progetto educativo individuale, i tre momenti della vita dei cittadini: l’accoglienza, la permanenza e l’uscita 3.
È allo studio l’introduzione del libretto del cittadino, una sorta di portfolio che riempie, nel tempo, le tante voci del progetto personalizzato.
Per quasi tutti i ragazzi il lavoro rappresenta l’obiettivo finale della loro stessa formazione. Pertanto, l’Istituto sta curando il passaggio «dalla formazione al lavoro» con progetti specifici, anche a seguito della nascita della «Città Lavoro», che costituisce il segmento terminale del percorso di vita nella Città dei Ragazzi.

Nel «Progetto Leonardo»

Dal mese di agosto 2010 fino a luglio 2012, l’Istituto è partner del progetto europeo «Leonardo da Vinci» per la creazione di un modello standard di educatore sociale, da cui il titolo «Creation of the Ideal Model of Vocational Counselling for Children and Youth with Special Educational Needs», finanziato interamente dal Lifelong Learning Programme.
L’Istituto è stato ‘accettato nella partnership come unico rappresentante dell’Italia e collabora con Lituania (nazione coordinatrice), Finlandia, Svezia, Polonia, Francia e Germania.
L’intento della partnership – attraverso attività, valutazioni delle esperienze di ogni ente nazionale, studio dei metodi educativi – è quello di riuscire a creare un modello teorico di Educatore sociale e una strategia qualificata per aiutare i giovani in situazioni di difficoltà a sviluppare, attraverso un progetto individuale, le loro potenzialità umane e una adeguata formazione: professionale.
Gli obiettivi principali del progetto sono:

1. Analizzare le situazioni dei giovani privi di un valido supporto familiare per un progetto di vita realizzata, sia dal punto di vista umano sia dal punto di vista professionale.
2. Analizzare le strutture di ciascun Paese partner, per fare un’analisi comparativa dei metodi educativi utilizzati.
3. Formare un gruppo di persone che siano qualificate a operare in tutti gli istituti sociali, in ogni nazione.
4. Rendere accessibile a ogni nazione gli studi effettuati, attraverso la creazione di siti web, pubblicazioni scientifiche, realizzazione di filmati, organizzazione di congressi.
5. Preparazione di un programma di orientamento per educatori.
6. Incoraggiare la collaborazione per l’innovazione futura.

Il progetto si va definendo in questi tre anni attraverso i contributi di ciascun partner, proposti e confrontati con gli altri partecipanti, in incontri seminariali itineranti, organizzati e ospitati nelle sedi nazionali di ciascuno.
L’Istituto ha ospitato nell’aprile del 2011 l’incontro italiano e si accinge a completare il proprio percorso di elaborazione del tema personale del progetto nel maggio 2012.
La specificità del contributo dell’Istituto consiste nel ripensare e presentare le potenzialità educative del modello di accoglienza dei minori in difficoltà, proprio della Città dei Ragazzi.
L’Istituto ha ritenuto anche di sostenere il Progetto Leonardo con una riflessione pedagogica generale, finalizzata a fondare la progettazione educativa sui principi del personalismo pedagogico.

Note

* Direttore dell’Istituto. La ricerca documentaria per l’elaborazione di questo contributo è stata condotta da Sabrina Margaglione, psicologa dell’educazione presso la Città dei Ragazzi di Roma. [torna sù]

1 – La Città dei Ragazzi di Roma è la più importante realizzazione dell’Opera Nazionale per le Città dei Ragazzi (ONCR), Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto che si dedica da oltre cinquant’anni all’assistenza di ragazzi appartenenti a fasce deboli. L’Opera è stata fondata nel 1952 da mons. Carroll-Abbing (1912-2001) con il nome «Opera per il ragazzo di strada», successivamente modificato nella denominazione attuale.
La Città dei Ragazzi di Roma si presenta come un ordinato complesso urbanistico con strade, piazze, abitazioni e servizi, armonicamente adagiato tra ulivi e vigneti, su un’area di circa 80 ettari, immersa nell’agro romano, alla periferia sud-ovest della città, in corrispondenza dell’uscita 32 del GRA. Ancora oggi offre un apprezzato servizio educativo e socio-assistenziale di accoglienza, protezione sociale e formazione a circa 70 ragazzi in condizioni di disagio, perché privi di valido sostegno familiare.
È da notare che dagli anni Novanta il Comune di Roma è stato interessato dal fenomeno dei cosiddetti «minori stranieri non accompagnati», che nel giro di pochi anni ha costretto i servizi sociali a ripensare, sotto diversi aspetti, i programmi d’intervento, precedentemente incentrati sulle caratteristiche dei minori italiani. I minori stranieri non accompagnati sono oggi una delle categorie di minori maggiormente vulnerabili e a rischio di esclusione sociale e di discriminazioni. Questi minori, infatti, si trovano in un Paese straniero, di cui non conoscono né la lingua né la cultura, soli, senza i genitori o altre figure adulte di riferimento, con problemi di sopravvivenza (vitto, alloggio ecc.), senza sapere come accedere ai servizi (sanitari, sociali, scolastici), gravemente esposti a rischi di sfruttamento e di coinvolgimento in attività illegali da parte di organizzazioni criminali.
La Città dei Ragazzi ha sviluppato una notevole esperienza dal punto di vista assistenziale, educativo e dell’inclusione sociale proprio dei giovani stranieri che giungono a Roma. Da circa vent’anni, infatti, l’80% dei ragazzi accolti proviene da Paesi extracomunitari.
La Città dei Ragazzi si configura quindi come una realtà multietnica, un «laboratorio» di integrazione sociale e di educazione alla convivenza civile, che permette di cogliere in ogni diversità una possibile ricchezza e un’occasione di scambio, di confronto e di crescita. Tutto quanto viene proposto ai ragazzi, compreso lo sport, assume una valenza educativa. Nella concretezza della pratica sportiva, infatti, l’intenzione educativa è di costruire una personalità equilibrata, forte, disciplinata, ben disposta a raggiungere obiettivi positivi e stabili, ben sapendo che i traguardi dello sport possono sapientemente adeguarsi ai traguardi della vita.
Caratteristica della Città dei Ragazzi è il metodo pedagogico dell’autogoverno, adottato sin dal momento della sua fondazione. L’autogoverno sviluppa nei giovani il senso di responsabilità e di appartenenza alla comunità e li aiuta a inserirsi responsabilmente nella vita reale. I cardini dell’autogoverno sono fissati nella Costituzione, che regola il funzionamento interno della Città dei Ragazzi. Organo fondamentale è l’Assemblea cittadina, che si riunisce periodicamente per discutere e risolvere i problemi riguardanti la vita cittadina. L’Assemblea è presieduta dal Sindaco, eletto tra i ragazzi residenti.
La Città dei Ragazzi ha operato sempre in vista del proficuo inserimento dei suoi giovani nella società civile, promuovendone, attraverso percorsi personalizzati, la responsabilizzazione e la formazione culturale e professionale, in previsione di un futuro autonomo e sereno. I risultati di questo impegno sono testimoniati dagli oltre 2.000 giovani finora accolti e inseriti nella società.
Dalla morte di mons. Carroll, per esplicita sua volontà, presidente dell’Opera è il Prof. Porfirio Grazioli. [torna sù]

2 – I volumi sono pubblicati dalle Edizioni dell’Istituto, a cura di Lino Prenna. [torna sù]

3 – Nel marzo del 2004, tre grandi organismi internazionali – SOS Villaggi dei Bambini, l’IFCO (lnternational Foster Care Organisation) e la FICE (Fédération lnternationale des Communautés Educatives) – hanno promosso un progetto europeo denominato Quality4Children (Q4C) con l’obiettivo di individuare gli standard, i livelli di qualità, più idonei a sostenere la pratica dell’affido. Il progetto è stato portato a termine con l’elaborazione di 18 standard ed è stato presentato ufficialmente al Parlamento europeo il 13 giugno del 2007. Il progetto ha interessato 32 Paesi, tra i quali l’Italia. In Italia la ricerca è stata condotta da FrancoColizzi, da Marco Graziali e da Lino Prenna (cfr. L. Prenna, Quality4Children. La qualità dell’accoglienza educativa, Gabrielli editori, Varese [torna sù]